Hai meno di 35 anni, vivi al Sud e sogni di aprire un’attività? Resto al Sud 2.0 è un incentivo che può aiutarti a trasformare la tua idea in un progetto concreto, attraverso voucher e contributi a fondo perduto.
Aprire un negozio, avviare un’attività artigianale, offrire servizi alle persone o alle imprese, diventare un professionista: sono tanti i giovani che vorrebbero mettersi in proprio, ma che si fermano davanti alla domanda più importante: dove trovare i soldi per cominciare?
Una delle misure da conoscere è Resto al Sud 2.0, l’incentivo gestito da Invitalia per sostenere nuove iniziative imprenditoriali e professionali nel Mezzogiorno.
Vediamo chi può accedere, quali sono gli importi previsti e come informarsi per presentare la domanda.
1. Che cos’è Resto al Sud 2.0?
Resto al Sud 2.0 è una misura destinata a favorire la nascita di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali.
È rivolta ai giovani che vogliono costruire il proprio futuro lavorativo nel Mezzogiorno e hanno i requisiti previsti dalla normativa.
Le regioni interessate sono:
- Abruzzo;
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
La misura è gestita da Invitalia ed è attiva dal 15 ottobre 2025. È importante non confonderla con la precedente versione di Resto al Sud, il cui sportello è stato chiuso nell’ottobre 2025.
2. Chi può richiedere l’agevolazione?
La misura si rivolge a giovani che abbiano compiuto 18 anni e non abbiano ancora compiuto 35 anni, in possesso di almeno una delle condizioni previste:
- essere inattivi, inoccupati o disoccupati;
- essere disoccupati inseriti nel Programma GOL;
- essere lavoratori definiti working poor, secondo i criteri fiscali stabiliti dalla normativa.
Non basta, quindi, avere meno di 35 anni o voler aprire un’attività.
Occorre verificare la propria condizione lavorativa, la tipologia di iniziativa, il territorio e tutti gli altri requisiti richiesti.
Attenzione: sono ammissibili iniziative economiche avviate nel mese precedente alla presentazione della domanda, purché risultino ancora inattive al momento della domanda. La data di avvio viene individuata secondo regole specifiche per il lavoro autonomo, la libera professione e le imprese.
Prima di aprire una partita IVA o avviare formalmente l’attività, è quindi fondamentale controllare le condizioni aggiornate sul portale ufficiale.
3. Quanto si può ottenere?
Resto al Sud 2.0 prevede due principali strumenti di agevolazione.
A. Voucher a fondo perduto
Il voucher può arrivare a 40.000 euro, con possibilità di elevazione a 50.000 euro se ricorrono le condizioni previste per la maggiorazione.
Quest’ultima non è automatica: deve essere richiesta e occorre rispettare specifici requisiti, ad esempio relativi agli investimenti in beni e servizi innovativi, alla sostenibilità ambientale o a determinate consulenze tecnico-specialistiche ammissibili.
B. Contributo per programmi di investimento
Per programmi di investimento di importo superiore, sono previsti contributi a fondo perduto calcolati in percentuale sulle spese ammissibili:
| Importo del programma di investimento | Contributo previsto |
|---|---|
| Fino a 120.000 euro | 75% |
| Oltre 120.000 e fino a 200.000 euro | 70% |
Le percentuali si applicano alle spese riconosciute ammissibili secondo le regole della misura, non necessariamente a ogni costo sostenuto.
Per esempio, se un programma ammissibile ha un valore di 100.000 euro, un contributo del 75% corrisponderebbe a 75.000 euro. Si tratta di un esempio matematico, non di una garanzia di concessione: il progetto deve essere valutato e approvato.
4. Quali attività si possono avviare?
La misura può riguardare nuove iniziative in diversi settori, tra cui:
- attività commerciali;
- servizi rivolti a persone e imprese;
- turismo;
- industria e artigianato;
- attività professionali;
- altre iniziative di lavoro autonomo ammissibili.
Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
La forma dell’attività può essere individuale oppure societaria, nei limiti previsti dal programma.
Prima di preparare un progetto, è sempre opportuno verificare che il settore e la specifica attività siano ammessi.
5. Quali spese possono essere finanziate?
Le spese ammissibili dipendono dallo strumento scelto e dalle regole ufficiali.
Possono rientrare, alle condizioni previste, alcune spese per:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
- arredi nuovi;
- software, strumenti informatici e servizi digitali;
- sviluppo di applicazioni e piattaforme;
- marchi, identità visiva e altre immobilizzazioni immateriali ammesse;
- determinati interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, esclusivamente nell’ambito del contributo per programmi di investimento e nel limite previsto;
- specifiche consulenze tecnico-specialistiche rese da enti del Terzo settore, entro i limiti stabiliti.
Non tutte le spese necessarie all’apertura di un’attività sono finanziabili. Tra quelle escluse figurano, ad esempio, l’acquisto di immobili e terreni, il personale, le utenze, i canoni di locazione, le materie prime e le consulenze fiscali o legali.
Per questo motivo, prima di effettuare acquisti o assumere impegni, è indispensabile verificare le regole della misura e le modalità di rendicontazione.
6. Come si presenta la domanda?
La domanda si presenta esclusivamente online, attraverso l’area personale del sito Invitalia.
Per accedere alla procedura sono richiesti:
- SPID, CIE oppure CNS;
- firma digitale;
- posta elettronica certificata (PEC);
- domanda compilata e documentazione prevista per lo strumento scelto.
La domanda deve essere inviata dal titolare o dal legale rappresentante dell’iniziativa economica. Possono essere individuati eventuali delegati per la sola compilazione.
Invitalia indica un tempo di valutazione entro 90 giorni dalla presentazione, in base all’ordine cronologico delle domande e nei limiti delle risorse disponibili. Non sono previste graduatorie.
Puoi consultare le informazioni aggiornate e le istruzioni direttamente sulla pagina ufficiale: Resto al Sud 2.0 – Invitalia.
7. Prima di presentare la domanda, fai attenzione a questi aspetti
Per evitare errori, è utile controllare in anticipo:
- Se possiedi tutti i requisiti personali e lavorativi.
- Se l’attività che vuoi avviare rientra tra quelle ammissibili.
- Se la data di avvio dell’iniziativa è compatibile con le regole.
- Quale strumento di agevolazione è più adatto al tuo progetto.
- Quali spese puoi inserire e quali documenti devi preparare.
- Quali adempimenti fiscali, amministrativi e previdenziali dovrai affrontare.
Ricorda: il voucher da 50.000 euro non viene riconosciuto automaticamente a tutti i richiedenti. La maggiorazione richiede condizioni specifiche e l’agevolazione è soggetta a valutazione.
Il consiglio della Queen
Se hai un’idea imprenditoriale e vuoi restare in Campania o in un’altra regione del Mezzogiorno, informarti per tempo può aiutarti a evitare errori e a preparare meglio il tuo progetto.
Non partire soltanto dall’importo del contributo: parti dalla tua idea, dai costi reali e dalla verifica dei requisiti.
Presso Team Service De Simone puoi chiedere informazioni sugli aspetti fiscali e amministrativi legati all’avvio di un’attività e individuare le verifiche necessarie prima di procedere. Per le condizioni dell’incentivo, fai sempre riferimento alla documentazione ufficiale di Invitalia.
Il tuo progetto merita di essere valutato con attenzione. Il primo passo è informarsi nel modo giusto.
Il fisco ha le sue regole. La Queen ha le sue risposte.
